2 commenti

Progetto Policoro

Cos’è?

Dal Documento CEI “Per un Paese solidale. Chiesa Italiana e Mezzogiorno”
“Tra i segnali concreti di rinnovamento e di speranza che hanno per protagonisti i giovani vogliamo citare in particolare per tutti il Progetto Policoro, una nuova forma di solidarietà e condivisione, che cerca di contrastare la disoccupazione, l’usura, lo sfruttamento minorile e il lavoro nero.”

Roma, 21 febbraio 2010

Quando è nato?

Per capire meglio di cosa si tratta occorre tornare indietro nel tempo, al 14 dicembre 1995, quando si era da poco concluso il convegno ecclesiale di Palermo. In Basilicata, nella città di Policoro, monsignor Mario Operti (allora direttore dell’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro) convoca i direttori del Servizio Nazionale per la Pastorale giovanile e della Caritas Italiana, col desiderio di trovare una risposta e sperimentare soluzioni inedite al problema della disoccupazione giovanile, particolarmente sentita nel Sud Italia. Da questo incontro è nata la proposta di puntare su evangelizzazione e formazione dei giovani e promozione di una nuova cultura del lavoro, incentivando l’imprenditorialità giovanile e proponendo rapporti di reciprocità e collaborazione tra le varie diocesi italiane.

A cominciare dal 1996 aderiscono a questo progetto le diocesi di Calabria, Basilicata e Puglia, negli anni successivi si aggiungono Campania, Sicilia, Abruzzo, Molise e Sardegna.
Dal 2010 è stato allargato anche alle diocesi del nord Italia l’invito a partecipare al progetto, finora riservato a quelle del sud. La diocesi di Imola ha colto immediatamente la proposta e dal 1 gennaio 2010 è ufficialmente dentro al progetto.

Come funziona?

Ogni diocesi che aderisce al progetto individua un giovane, chiamato animatore di comunità, che si impegna per 3 anni ad animare il territorio, cercando di costituire una rete tra le realtà diocesane: in primis i tre uffici pastorali (che assieme al vescovo e all’animatore costituiscono l’equipe diocesana), poi associazioni e movimenti a livello ecclesiale (Agesci, Gifra, Gioc, Giovani delle Acli, Mlac… ), ma anche tutte le realtà che si occupano più specificamente della formazione delle coscienze e della mentalità per una nuova concezione del lavoro (Cenasca CISl, Coldiretti, Confcooperative, Banca Etica, Banche di Credito Cooperativo, Sviluppo Italia, Volontariato…).
Lo scopo della rete è lavorare insieme, in un’ottica di sinergia e di collaborazione reciproca, superando le proprie metodologie, dividendosi i compiti e valorizzando il laicato.

“Non possiedo né oro né argento, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, alzati e cammina”

La Chiesa, comunità di persone, non offre ai giovani disoccupati delle ricchezze materiali, ma principalmente annuncia loro ciò che possiede. La ricchezza del Vangelo può veramente cambiare la vita della gente ed aiutare le persone ad alzarsi dalla strada della rassegnazione, dal mendicare assistenza per camminare lungo i sentieri di speranza e di sviluppo.
La metodologia proposta dal progetto Policoro è quella di incarnarsi, mettersi accanto ai giovani, fornendo loro gli strumenti per crescere e formarsi, ma mai mettersi al loro posto.

Il Progetto Policoro a Imola

E’ stata la provocazione di monsignor Angelo Casile, direttore dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e del lavoro, a far scattare la molla». «Come mai il Progetto Policoro non ha ancora preso piede al Nord?», domandava presentando l’esperienza ai ragazzi della diocesi di Imola. Ad ascoltarlo c’era Caterina Mingazzini, 35 anni, insegnante di religione. «Mi sono incuriosita: sono andata a parlarne prima con il vescovo e poi a Roma con don Angelo», racconta ricordando anche le difficoltà iniziali. «Sembrava che il Policoro fosse solo per il Sud. Avevo deciso di lasciar perdere – confida – quando a un convegno ho incontrato alcuni animatori di comunità. E l’entusiasmo è rinato». Caterina è attualmente l’animatrice di comunità per la diocesi di Imola, da quando ha aderito al Progetto.

« Nel primo anno abbiamo concentrato il lavoro sulla diffusione del progetto e iniziato a costituire una rete con le realtà del territorio, incontrandole singolarmente.

Nel secondo anno, insieme al coordinamento diocesano degli oratori e centri estivi e al CSI di Imola abbiamo cominciato a lavorare sulla formazione degli educatori e animatori della nostra diocesi.
Abbiamo diviso la proposta in una “Scuola Animatori” rivolta ai più giovani, e una “Scuola Educatori” per i responsabili dei vari centri estivi. I corsi si sono svolti nei mesi di Marzo e Aprile 2011 e hanno visto la partecipazione di oltre 50 giovani della Diocesi.

Per il futuro le idee sono tante. Collaborare con MLAC e UCID nell’organizzazione di incontri, parlare con i giovani dei vari gruppi parrocchiali e sensibilizzarli sulle tematiche del lavoro, incontrare i giovani nelle scuole per offrire loro spunti di riflessione per l’orientamento scolastico e lavorativo. »

Imola, 9 marzo 2011

 Il Progetto Policoro di Imola è anche su Facebook —>   Facebook

 

AGGIORNAMENTI 
Febbraio 2013:   BUONE NOTIZIE! Nasce il primo gesto concreto della Diocesi di Imola: l’Associazione di Promozione Sociale “Officina Immaginata”

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: