Giovani, che Giubileo!

GIOVANI CHE GIUBILEO manifesto webNell’omelia di piazza San Pietro del 24 aprile scorso, Papa Francesco, in occasione del Giubileo dei Ragazzi e delle Ragazze, ha ricordato che ognuno di noi è investito da una grossa responsabilità: Gesù ci affida il compito di essere Discepoli.

Nel discepolo, nelle sue azioni, nel suo portamento, si vede il volto vivo di Gesù, il Suo sguardo d’amore.

 

L’amore, in altre parole, è la carta d’identità del cristiano, è l’unico ‘documento’ valido per essere riconosciuti discepoli di Gesù. L’unico documento valido. Se questo documento scade e non si rinnova continuamente, non siamo più testimoni del Maestro.”

È in questo senso di rinnovamento e di comunione che i giovani della Diocesi di Imola, si sono ritrovati sabato 24 settembre, nei luoghi del Seminario di Montericco, per dire il loro sì, per ri-confermarlo.

In questa serata di testimonianze e di preghiera, oltre che di musica e festa, la Pastorale Giovanile ha tentato di adunare sotto un unico tetto diverse esperienze e momenti di fede.

In primis proprio il Giubileo dei Ragazzi e delle Ragazze svolto in aprile a Roma, poi gli educatori che hanno condotto i campi estivi di Estate Ragazzi e infine il giovani che sono approdati nella vicina terra polacca per la Giornata Mondiale della Gioventù a fine luglio.

Tre esperienze diverse, ma non antitetiche; tre eventi separati ma non divergenti, tre modi certamente affini di guardare a un cammino di fede che sia contemplazione ma anche azione, amicizia ed anche confronto.

Viaggio dunque, come la tematica principale che i bambini di ER hanno vissuto durante questa estate, sulle tracce della storia del piccolo e simpatico Hobbit Bilbo Begghins che, tra ostacoli, fatiche e rinunce è riuscito però a imparare e quindi a insegnare che ciò che alla fine prevale è l’amore e l’amicizia.

E non si può non percepire il senso del viaggio, fisico e spirituale, che ha condotto alla GMG milioni di ragazzi e ragazze. L’incontro col Papa per dire no alla mondanità, per correre incontro all’altro nuotando in una corrente contraria, ha certamente lasciato impronte assai profonde nei cuori di ognuno.

Un itinerario invece di poche ore ha fatto accorrere i più piccoli giovanissimi nella capitale. Qui il Pontefice non ha esitato a ricordare loro che “anzitutto, amare è bello, è la Via per essere felici”.

Quanti spunti, in una serata così partecipata: le emozioni e i ricordi nel rivedere le foto delle esperienze vissute appena poche settimane prima, le testimonianze dirette di chi almeno una di queste proposte le ha vissute, le motivazioni per cui giovani ragazzi si mettono in gioco verso una meta che a qualcuno potrebbe sembrare apparente o inesistente. Infine una chiara consapevolezza, che il traguardo non è lontano, perché già lo stiamo vivendo, già gioiamo per ciò che ci ha regalato e che ancora ci donerà.

Allora cosa esitate – ci dice ancora Papa Francesco – “Il Signore (…) come fece con i suoi giovani discepoli, ti guarda negli occhi e ti chiama a seguirlo, a “prendere il largo” e a “gettare le reti” fidandosi della sua parola, cioè a mettere in gioco i tuoi talenti nella vita, insieme con Lui, senza paura. Gesù ti aspetta pazientemente, attende una risposta, attende il tuo ‘sì’”.

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