Voci, suoni, immagini…

Ascoltiamo le parole, captiamo i suoni, guardiamo le immagini…

Le esperienze dei giovani della Diocesi di Imola

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5 Risposte to “Blog”

  1. padre renato Dice:

    Nel tuo deserto, una voce

    Entrare in un deserto, qualunque esso sia, ti pone davanti a te stesso. E ti ricorda quanto ogni vita umana sia una vocazione. Una chiamata di Dio.

    Da quando sei nato, si introduce in te come voce misteriosa e interiore, limpida come una sorgente. Una voce che ti incanta, dicendo proprio il tuo nome e ti ripete: « Vivi e fa’ vivere! » Sì, perché è il Dio della vita, che ti chiama. È il Dio della creatività, della bellezza, della grandezza d’animo, della parola sincera che parla a te. Altre voci, per quanto seducenti, non sono la sua.

    Ti chiama a essere te stesso, interamente te stesso: il meglio di te. Come sementi di un mondo nuovo ha seminato in te l’intuizione, il desiderio di amare, il coraggio, la compassione, la forza d’animo…Ogni dono che possiedi dovrà servire a costruire, non a distruggere. Costruire, così, una famiglia, una persona che ami o la comunità dove vivi.

    Sì, perché è il Dio della comunione, che ti chiama, il Dio della condivisione. Ti chiama a essere grande, a saperti fare in cento per far vivere l’altro o far vivere un progetto, oppure un ideale che condividi con altri.

    È il Dio della felicità che ti chiama a vivere. Ti chiede di essere felice di quello che hai e di quello che sei, ma, soprattutto, di fare felici le persone con cui vivi. Ti chiama a fiorire proprio là, dove sei piantato, in una vita di famiglia, di comunità o di coppia.

    Ti chiama a fiorire, ma anche a lottare, l’uno non va mai senza l’altro. Lottare, così, contro le ingiustizie quotidiane, le esclusioni, le dimenticanze dell’altro e della sua dignità. Lottare contro il fare o il pensare ognuno per il proprio interesse. Sono questi, infatti, gli ostacoli sul tuo cammino. Essi impediscono che il luogo dove tu vivi sia umano, sano e fraterno.

    Ma tutto questo in nome del tuo Dio. Colui dalle cui mani sei, un giorno, uscito e alle quali, un altro giorno, ritornerai. Chiamato ancora teneramente con il tuo bel nome che, tantissimi, hanno pronunciato con indifferenza, qualcuno con amore.

    In fondo, fra tante oasi incontrate, la tua vita resterà pur sempre un deserto, attraversato con coraggio e fiducia, a volte immensi. Se avrai accolto quella voce.
    Da “Parole dal deserto, Incontri di conversione” di Renato Zilio
    Paoline Ed. 2009, prefazione cardinale Georges Cottier (Collana Fotolibri)

  2. Lorenzo Dice:

    Volevo farvi i complimenti sinceri per questo sito e queso blog. Mi piace molto lo stile sobrio ma anche la grafica ed il layout che trovo funzionali e davvero carini.

    In più, vorrei complimentarvi con voi per l’idea: credo che i blog siano uno strumento comunicativo potentissimo, facili da gestire con pochissime nozioni informatiche e praticissim per stare anche vicino ai giovani che oggigiorno mangiano quotidianamente pane e web.

    Ritengo che iniziative come queste dovrebbero moltiplicarsi… addirittura sarebbe bello se anche le parrocchie avessero un proprio blog ed interagissero, oltre che di persona – ci mancherebbe altro! – anche via web. Ma verrà certamente questo tempo… presto!

    Buona vita, un saluto, Lorenzo :)

  3. cristianos Dice:

    Grazie per i complimenti!
    … e per la visita al nostro blog!
    bye,
    Cris

  4. padre renato Dice:

    Si sa, stiamo vivendo in una società piena di tante cose e di tante voci, ma non sempre capace di garantire l’essenziale. Eppure è di questo solo che la persona ha bisogno per ritrovare proporzioni e prospettive.

    Non è necessario, tuttavia, attraversare mari e continenti e andare molto lontano… per scoprire luoghi dove l’essenziale possa mostrarsi in tutta la sua semplicità e il suo fascino. Già un bel libro è sempre un invito a viaggiare. Perchè in esso vivrete emozioni, incontri, sorprese ed incanti che il quotidiano non riesce ad offrirvi. “Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi!”(Proust)

    Se poi con questo iniziate un cammino che tra tappe di vari monasteri vi trasporta, senza accorgervene, tra le fantastiche dune del Sahara uno spaesamento radicale e meraviglioso vi attende. “Il Sahara vi dà la nozione di immensità, del tempo e dell’eternità!” Insieme a tanti preziosi insegnamenti concreti per il vostro esistere: da sempre il deserto e i suoi abitanti sono maestri di vita.

    Vi farà capire anche la necessità oggi più che mai evidente del dialogo, dell’ascolto dell’altro, dell’attenzione alla sua cultura, all’interesse del suo “volto”, per quanto differente dal vostro. Potrete perfino trovarci le chiavi di lettura per comprendere i grandi fenomeni attuali, come il migrare, lo sradicarsi, il prendere radici altrove, l’incontrare altri mondi…

    Ognuno di noi, in fondo, è migrante, chiamato a uscire dalle proprie sicurezze, dalle abitudini e dalle proprie certezze. E ad esercitare l’ospitalità – non tanto del cibo e del tetto – ma del proprio ascolto e della disponibilità: la ricchezza dell’altro può raggiungerci ovunque. E diventare, così, “straordinaria esperienza spirituale” come questo libro.

    Se attraverso un linguaggio intenso, poetico e foto sorprendenti, queste pagine sapranno farsi strumento di riflessione, di contemplazione e di sicura trasformazione interiore, allora il vostro viaggio può dirsi concluso. Infine, richiudendo l’ultima pagina ne leggerete il titolo: Parole dal deserto.

    PAROLE DAL DESERTO
    DI RENATO ZILIO, ED. PAOLINE 2009, fotolibri, €15
    http://perfettaletizia.blogspot.com/2009/07/un-libro-per-lestate.html

  5. padre renato Dice:

    Il libro “Lettere da Gibuti” di Renato Zilio ci apre le porte dell’Africa e delle comunità cristiane: una testimonianza vera e difficile all’interno del mondo islamico. Un libro da gustarsi e da acquistare nel mese di ottobre missionario per compiere un gesto di solidarietà.

    Gibuti è il nome di una giovane repubblica africana e, allo stesso tempo, della sua capitale nel Corno d’Africa, tra Somalia, Etiopia e Eritrea.Territorio dell’Islam, sbarcato già nel VII secolo dalla vicina penisola Arabica. Qui si incontra povertà, disoccupazione, emigrazione, kat, prostituzione: su tutto questo, però, si distende magnifico il canto delle moschee ”Dio è grande!” come una strana e spendida corale. Solo la fede sostiene questo meraviglioso popolo e una solidarietà quotidiana… Ma c’è anche la presenza di uomini e donne, che fanno miracoli altrettanto quotidiani: sono cristiani. I loro sono gesti di collaborazione, di aiuto, di uno sguardo o una parola che incoraggiano. Sono suore, giovani volontari, missionari, piccole comunità cristiane, che si fanno in cento nel campo della sanità, dell’insegnamento, dell’aiuto concreto alle varie povertà.
    Spiccano nella lettura di Lettere da Gibuti alcuni volti come quelli delle Suore di Gibuti, “donne di carità, di frontiera e di obbedienza”. Tra di loro la figura di suor Anna, anziana donna veneta di gran cuore e altrettanto temperamento, capace, talvolta, di presentarsi alla polizia per fare le sue rimostranze: “Voi trattate come animali questi emigranti!” I poliziotti la ascoltano rispettosamente e restano interdetti. L’impegno delle suore cristiane in questa terra musulmana è assicurare la presenza viva del Vangelo non solo attraverso le attività, ma anche l’impegno vissuto nella gioia e realizzato nell’amore.

    Vivere da cristiani in un ambiente musulmano è qualcosa di veramente originale. È la vocazione coraggiosa di una Chiesa povera, minoritaria, senza ambizioni, di un cristianesimo che riscopre il messaggio del Vangelo: la passione per l’uomo, per tutti gli uomini senza distinzioni. Volti e situazioni differenti sono presentati in queste Lettere con pennellate rapide, efficaci ed uno sguardo commosso come di eroi in un mondo di umili: sono i discepoli del Signore nella terra del Profeta, appassionati del “dialogo della vita” con un popolo radicalmente differente. Nella terra dove i credenti vivono unicamente la grandezza di Dio, essi si fanno testimonianza di un Dio che è Amore.

    Un tocco poetico si allea sempre ad una riflessione lucida ed efficace nel comprendere una grande verità: “I sistemi si oppongono, gli uomini si incontrano”. Pregevole, infine, la post-fazione di Giulio Albanese, sulla problematica delle Afriche (volutamente al plurale), che ricorda quanto diceva lo scrittore senegalese Cheick Anta Diop a proposito dei rapporti Nord-Sud: “Non abbiamo avuto lo stesso passato, noi e voi, ma avremo necessariamente lo stesso futuro”.
    Da un’esperienza di missione è nato questo libro e ne è testimonianza viva, concreta e appassionante. Si fa anche gesto missionario: i diritti di Autore sono inviati alla diocesi di Gibuti per la vita delle piccole comunità cristiane. Ma diventa anche strumento utilissimo per le nostre parrocchie, per una sensibilizzazione missionaria e migratoria, per una apertura sul panorama multireligioso attuale. In fondo è entrare in un mondo molto differente dal nostro, percorrendolo con lo sguardo, il cuore e la preghiera. Alla fine sarete senz’altro differenti. Si avvera, infatti, quella convinzione essenziale:“Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi”.

    LETTERE DA GIBUTI. Comunità cristiane nel mondo musulmano di R. Zilio, Ed. Messaggero, 2009, 7 euro.

    Per richieste in quantità con invio gratuito e prezzo speciale alle Ed. Messaggero, email emp@santantonio.org

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